mercoledì 20 febbraio 2013

Il mercato del lavoro: un po' rigido e molto precario

Il mercato del lavoro Italiano e' rigido, e'' una frase che sentiamo ripetere spesso.
Secondo l'indicatore della rigidita' della protezione dell'occupazione prodotta dall'OECD, l'Italia si piazza a meta' tra Spagna, Francia e Grecia dove i lavoratori sono piu' protetti ed il Regno Unito e Stati Uniti dove i lavoratori sono meno protetti.

L'Italia e' prima per rigidita' della protezione dal licenziamento collettivo, il cui indice e' ben superiore a qualsiasi altro paese.



La protezione pero' si applica a quelli che un lavoro ce l'hanno, un lavoro con tanto di contratto. La dicotomia del mercato italiano nasce dalla precarieta' a cui sono sottoposti quelli che un lavoro permanente non ce l'hanno. La gran parte dei nuovi lavori creati e' temporaneo. 




giovedì 14 febbraio 2013

In Italia e' rapido ma costoso aprire un business

Uno studio della Banca Mondia mostra che in tutta Italia aprire un business richiede poco tempo ma e' molto piu' costosto che in altri paesi


http://www.doingbusiness.org/~/media/GIAWB/Doing%20Business/Documents/Subnational-Reports/DB13-Italy.pdf

I prezzi di energia, servizi pubblici e professionali e' piu' alto in Italia a causa di inefficienze e poca competizione

Uno studio del fondo monetario internazionale (http://www.imf.org/external/pubs/cat/longres.aspx?sk=40272.0) ha evidenziato come in Italia l'energia, i servizi pubblici, i trasporti ed i servizi professionali sono poco aperti alla competizione e soffrono di gravi inefficienze risultando in prezzi piu' alti per i consumatori.

In Italia ancora bassa la spesa per ricerca e sviluppo


Considerando il basso livello di spesa per ricerca e sviluppo non sorprende che la proporzione dei ricercatori in Italia sia inferiore rispetto a quella europea. 
La proporzione di quelli che ottengono un dottorato e' simile a quella europea, ma molti emigrano all'estero, lasciando il paese con relativamente pochi ricercatori e consequentemente pochi brevetti. 

La miseria italiana continua

I dati preliminari  della crescita economica italiana per l'ultimo trimestre del 2012 rivelano che la contrazione economica non solo continua ma si aggrava.
La contrazione e' ben piu' drastica di quella della media dei paesi dell'euro

venerdì 8 febbraio 2013

"E' il meno peggio" e "vuole cambiare le cose" sono le principali motivazioni per la scelta del partito

Fonte: Swg/ Linkiesta
http://www.linkiesta.it/scelta-voto-grillo

Solo una minoranza scelgono il partito perche' ne condividono le idee, particolarmente tra i "grillini". Le motivazioni piu' diffuse sono voler cambiare le cose (tra i grillini), essere meno peggio delle alternative ( specialmente nella sinistra) ed essere attenti al territorio (per la lega nord). I Berlusconiani risultano quelli che scelgono i partito maggiormente per le idee

giovedì 7 febbraio 2013

Le tasse in Italia sono aumentate dal 2001, contrariamente alle promesse di Berlusconi


Berlusconi, the billionaire former Italian prime minister pledged to reimburse Italians €4bn for an unpopular property tax. This is probably the first time he has promised to give money back, but it is definitely not the first time he has pledged to cut taxes.
Berlusconi lavished promises of tax cuts periodically throughout the past decade, but he failed to translate them into reality, even when he was in power from 2001 to 2006 and again from 2008 to the end of 2011.
In fact, according to the OECD the average income tax rate increased in Italy across all types of households, whereas it was reduced in most other OECD countries.
For a single person earning an average salary, the Italian income tax rate is 21 per cent compared with 15 per cent of the OECD average. For a couple with one earner at an average salary Italians pay 15 per cent of their labour costs, compared with 9 per cent of the OECD average. And similar differences can be observed across all types of households.
But Italy also had a higher and generally rising tax wedge rate, which is personal income tax in addition to the social security contribution and payroll taxes less cash transfers. Countering the declining rates in the OECD countries, single taxpayers with high income, and one-earner and two-earner couples with children faced the third highest tax burden among the OECD in 2011. Italian single taxpayers with average or high earnings took home about half of what they cost to their employer.
But tax rises did not stop at income. Consumption has been taxed at a rising rate and the average VAT now stands at 21 per cent compared with more than 18 per cent in the OECD.
The only area in which Italian tax rates reduced over the past nearly two decades is corporate taxes. In 1994, when Berlusconi became prime minister for the first time and stayed in power for a few months, Italy had the highest corporate income tax rate across all the OECD countries, more than 53.2 per cent. But the corporate rate was drastically reduced to 37 per cent in 1997, when the centre-leftwing leader Romano Prodi was in power. After that, Italy continued to take part in a race to reduce corporate taxes to attract businesses. But that gave little benefit to the tax burdened citizens.
Italians face among the highest tax burdens in the OECD countries combined with high energy prices and public services. It’s little surprise that promises to alleviate the amount of money taken from Italians for public services that are not always provided have a strong appeal to the electorate. But Berlusconi has failed to keep his tax promises so far, and there are no reasons to think it will be different this time.

L'Italia aveva uno tra i piu' bassi tassi di occupazione femminile combinato ad uno dei piu' bassi tassi di fertilita'

Fonte:OECD; Anno di riferimento 1980

Sull'asse vertivale si trova il tasso di fertilita, mentre sull'asse orizzontale il tasso di occupazione femminile.
All'aumentare della proporzione dell'occupazione femminile e' associato un pi' basso tasso di fertilita', ma nel 1980 l'Italia, non distante dai Pesi Bassi, combina un basso tasso di natalita' e di occupazione.

Nel 2010 la relazione si e' invertita ed ad alti tassi di occupazione sono associati alti tassi di fertilita'. L'Italia pero' rimane praticamente il solo paese a vantare una combinazione di un valore basso su entrambe le misure. I peasi bassi si sono invece riallineati agli altri paesi.

Fonte:OECD; Anno di riferimento 210

mercoledì 6 febbraio 2013

L'Italia ha la piu' alta incidenza di lavoro marginale nei paesi dell'OECD

L'Italia ha la piu' alta percentuale di persone che non lavorano ma vorrebbero e potrebbero lavorare.
Le persone di questa categoria non sono contate nella forza lavoro (e quindi neanche tra i disoccupati) perche' per quanto abbiano cercato lavoro nell'ultimo anno, non l'hanno fatto nell'ultimo mese.
 Fanno parte di questo gruppo gli "scoraggiati", cioe' coloro che non sono attivi nella ricerca del lavoro perche' ritengono che non ci siano posizioni disponibili per loro.



Tra tutti i paesi dell'OECD, l'Italia ha piu' alta percentuale di lavoro marginale. La differenza con gli altri paesi e' particolarmente grande tra i giovani e le donne.

giovedì 10 gennaio 2013

Relativamente stabile durante la crisi, il tasso di disoccupazione aumenta in Italia nel 2012

Durante il periodo della crisi economica l'Italia ha mantenuto i livelli di disoccupazione piuttosto contenuti in confronto ad altri paesi della periferia Europea.
Gli occupati che hanno mantenuto il proprio lavoro  hanno pero' prodotto di meno, risultando in una riduzione dei livelli di produttivita' del lavoro.
[Nel grafico la produttivita' del lavoro e' indicata nell'asse orizzontale e il tasso di disoccupazione nel tasso verticale].
 Per quanto in quasi tutti i paesi Europei il livelli di produttivita' siano diminuiti in rapporto a quelli degli Stati Uniti, l'Italia e il Regno Unito sono i soli paesi Europei dove la produttivita' e' diminuita in termini assoluti durante il periodo della crisi economica.

Tuttavia il tasso di disoccupazione e' salito per tutto il 2012, quando altri paesi hanno visto gia' i primi segni di ripresa economica lasciando l'Italia con tre problemi (tra molti) che generalmente non si presentano contemporaneamente: la riduzione del prodotto interno lordo, la riduzione del prodotto per occupato e la riduzione degli occupati. Decisamente uno scenario non incoraggiante.

giovedì 13 dicembre 2012

Si riduce la produzione pro capite Italiana relativamente alla media Europea

Nel 2009 la produzione pro capite italiana era superiore a quella della media dei paesi europei, mentre nel 2011 e' scesa al pari esatto della media dei paesi europei. L'Italia si posiziona meglio degli altri paesi del sud Europa, ma peggio dei paesi del centro-nord.

mercoledì 5 dicembre 2012

La corruzione in Italia: il Brazile, la Turchia e il Costa Rica meglio che l'Italia

Oggi l'agenzia per la trasparenza internazionale rivela la graduatoria mondiale della percezione della corruzione. L'Italia e' solo 72 esima su 174 paesi, il valore piu' basso tra i paesi avanzati (nella mappa del link sotto l'Italia e' associata al colore piu' scuro di tutti i paesi avanzati).
http://www.transparency.org/cpi2012/results
In paesi come il Brazile, la Turchia o il Costa Rica (ed altri 68 paesi) la percezione generale e' di un paese meno corrotto.
Ma cosa viene percepito come corrotto? Il grafico sotto mostra la percezione della corruzione per istituzione, confrontando l'Italia al risultato globale.
I partiti politici, il sistema parlamentare, il business, ed i corpi religiosi sono percepiti come corrotti da una piu' larga proporzione di persone in Italia rispetto alla media globale. In Italia pero' c'e' piu' fiducia nel sistema educativo e nella polizia. La differenza di quest'ultima tra l'Italia e la media globale e' particolarmente grande ed e' spiegata dalla grande sfiducia nella polizia in paesi come la Nigeria, il Burundi, l'Uganda, il Kenya o il Senegal. Forse una magra consolazione per l'Italia


lunedì 3 dicembre 2012

Solo la Bocconi e il politecnico di Milano nelle top business schools d'Europa

http://rankings.ft.com/businessschoolrankings/european-business-school-rankings-2012

La Bocconi ed il Politecnico di Milano sono le sole Universita' Italiane ad apparire tra le migliori Business schools della graduatoria del Financial Times

mercoledì 28 novembre 2012

La spesa sociale italiana e' assorbita dagli anziani, quella irlandese dai disoccupati

La spesa sociale italiana va per oltre il 60% alla gestione della terza eta (old & surviror nel grafico), lasciando poche risorse per la famiglia. La spesa sociale dell'Irlanda, la Spagna e del Belgio va alla disoccupazione per oltre il 10%. Con basse risorse allocate alla terza eta', l'Irlanda ha una delle piu' alte proporzioni della spesa sociale allocata a famiglia e malattia.


In Poland and Italy, the old and survivors get over 60% of social benefits, while less than 5% goes to families. In Ireland, Spain and Belgium over 10% of social benefits goes to unemployment. With one of the lowest proportion of social benefits allocated to the old, Ireland shows one of the highest proportion for family and sickness.

L'Italia ha un debito pubblico piu' alto di altri paesi, ma piu' stabile

Clicca nel link sotto per vedere il grafico animato del debito pubblico e crescita economica
(click on the link below to go to the animated graphic of the public debt and economic growth)
Debito Pubblico e crescita economica




L'Italia ha un debito pubblico (asse orizzontale) piu' alto di altri paesi avanzati  per cui si trova nella parte destra del grafico. Negli anni la proporzione del debito pubblico rispetto al PIL varia meno che negli altri paesi ed e' prevista diminuire a partire dal prossimo anno. Il tasso di crescita Italiano- asse verticale- rimane pero' tendenzialmente piu' basso di altri paesi avanzati per cui il paese si trova sull'area bassa del grafico.


Italian public debt as a % of GDP is larger than in other advanced countries, but it increased less than in other countries. From next year the IMF forecast the Italian public debt to start declining. The reduction of Italian public debt is not helped by a slower GDP growth than in other countries.c

mercoledì 21 novembre 2012

In Grecia, Spagna e Italia gli immigrati non trovano lavori adeguati alle loro qualifiche

In Grecia, Spagna e Italia gli immigrati non trovano lavori adeguati alle loro qualifiche. Mentre in Spagna il problema di trovare un lavoro consono alle proprie qualifiche e' condiviso dai nazionali, in Grecia e Italia e' una peculiarita' degli stranieri.




In Greece, Spain and Italy, the immigrant population fail to find a job adequate to its level of qualification. But while in Spain both nationals and foreigners are overqualified for their jobs, in Italy and Greece it is a peculiarity of immigrant  population.

martedì 20 novembre 2012

in Italia crollano gli investimenti

Mentre il livello del prodotto interno lordo e' leggermente superiore a 12 anni fa, il livello degli investimenti e' drasticamente al periodo pre-crisi e perfino al livello dell'inizio del decennio.


While the level of GDP for Italy is slightly higher than 12 years ago, the level of fixed investments is drastically lower than in the pre-crisis levels and lower than in 2000.

Anche considerando un basso livello di indebitamento delle famiglie, l'Italia ha un fardello piu' alto della media dei paesi dell'euro


lunedì 19 novembre 2012

La produzione industriale italiana e' ancora lontana dai livelli pre-crisi

Mentre la produzione industriale dei paesi dell'euro e' superiore ai liveli pre-crisi, anche nonostante la diminuzione dell'ultimo mese, l'Italia non da segni di recupero.
Nonostante un miglioramento verso la fine del 2010, dalla fine del 2011 e' iniziata una nuova fase discendente.


While the euro-zone industrial production is above the pre-crisis levels, even despite a contraction in the latest month, Italy does not show signs of recovery.

Italian industrial production did improve toward the end of 2010, but then started declining again at the end of last year.

Il contributo netto italiano al budget europeo e' il terzo piu' alto dopo Germania e Francia.

La differenza tra contributo nazionale Italiano al budget Europeo e le spese (il contributo netto) e' il terzo maggiore dopo Germania e Italia. Su base pro-capite pero' il nostro paese e' sesto. Fonte dei grafici: Commissione Europea