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martedì 28 maggio 2013

Il crollo maggiore dell'affluenza alle urne e' stato registrato a Firenze: il silenzio come risposta alla non candidatura di Renzi al vertice del PD?

Il crollo dell'affluenza alle urne per le elezioni comunali e provinciali e' stato significativo in tutta Italia, ma molte delle province piu' colpite sono in Toscana.
A Firenze e' stato registrato il piu' significativo crollo dell'affluenza alle urne rispetto all'elezione precedente. 

Lista completa: crollo di affluenza alle urne dall'elezione precedente (punti percentuali)
FIRENZE -30.63
PRATO -25.61
LUCCA -24.93
BOLOGNA -24.57
PISA -23.52
LECCO -23.11
REGGIO NELL'EMILIA -21.17
MILANO -20.71
AREZZO -20.57
TOSCANA -20.52
ROMA -20.2
PISTOIA -19.53
LAZIO -19.34
COMO -19
VENEZIA -18.93
EMILIA-ROMAGNA -18.89
MONZA E DELLA BRIANZA -18.88
VERONA -18.4
TORINO -18.32
LOMBARDIA -18.19
BRESCIA -17.94
VITERBO -17.83
SONDRIO -17.75
PADOVA -17.53
VENETO -17.27
VICENZA -17.16
PESARO E URBINO -17.12
PERUGIA -16.98
CREMONA -16.9
PAVIA -16.69
TREVISO -16.3
UMBRIA -16.17
PIACENZA -16.15
MASSA-CARRARA -15.97
FERMO -15.8
BELLUNO -15.74
ANCONA -15.65
MARCHE -15.4
ITALIA -14.75
VARESE -14.42
LA SPEZIA -14.31
PIEMONTE -14.27
RAVENNA -14.26
BERGAMO -14.11
GENOVA -13.83
VERBANO-CUSIO-OSSOLA -13.6
ASCOLI PICENO -13.47
MANTOVA -13.42
ROVIGO -12.97
GROSSETO -12.43
LODI -12.4
MACERATA -12.17
LIGURIA -11.82
SAVONA -10.73
CUNEO -10.41
IMPERIA -10.32
PARMA -10.12
RIMINI -9.86
VERCELLI -9.82
LATINA -9.41
CARBONIA-IGLESIAS -9.38
ASTI -9.22
TERAMO -9.02
FORLI'-CESENA -9.01
L'AQUILA -8.7
REGGIO CALABRIA -8.48
VIBO VALENTIA -8.45
SIENA -8.25
ABRUZZO -7.96
BIELLA -7.77
RIETI -7.77
ALESSANDRIA -7.63
MODENA -7.62
POTENZA -7.52
CAMPOBASSO -7.01
BASILICATA -6.87
PESCARA -6.73
TARANTO -6.59
BARI -6.32
MOLISE -5.98
LECCE -5.97
NOVARA -5.96
LIVORNO -5.79
NAPOLI -5.7
FROSINONE -5.66
SARDEGNA -5.59
COSENZA -5.57
CHIETI -5.35
CAGLIARI -5.35
ISERNIA -5.26
CALABRIA -5.11
PUGLIA -5.09
ORISTANO -5.08
OLBIA-TEMPIO -4.91
CAMPANIA -4.7
AVELLINO -4.62
SALERNO -4.54
CATANZARO -4.38
FOGGIA -4.03
BENEVENTO -3.92
TERNI -3.36
NUORO -3.19
MATERA -2.89
SASSARI -2.41
BRINDISI -2.39
BARLETTA-ANDRIA-TRANI -2.37
CASERTA -2.23
MEDIO CAMPIDANO -1.93
CROTONE -1.13
OGLIASTRA -0.7

mercoledì 13 marzo 2013

PD e Grillini favorevoli ad un governo PD-Movimento 5 Stelle

La quasi totalita' dei votanti della coalizione PD e' favorevole ad un Governo Bersani appoggiato dal Partito Democratico e dal Movimento 5 stelle.
Anche la maggioranza dei grillini e' favorevole a questa soluzione, contrariamente alle decisioni del loro capo.
La base del sondaggio e' bassa, solo 1000 intervistati, ma rappresenta comunque un altro elemento della dissociazione tra capo e la base dei Grillini dopo il sondaggio che ha mostrato che i Grillini sono favorevoli a mantenere l'euro mentre il loro capo invoca il ritorno alla lira.

Fonte: http://www.repubblica.it/politica/2013/03/12/news/nuovo_governo_i_possibili_scenari_12_marzo_2013-54419903/

lunedì 4 marzo 2013

Elezioni 2013 -Meno Rieletti e piu' donne





Fonte: CISE
http://cise.luiss.it/cise/2013/03/02/il-parlamento-2013-nuovo-e-al-femminile/

Nei grandi comuni vince la Sinistra, la destra primeggia nei piccoli comuni


Scarto Bersani Belusconi provincia per provincia

Le zone in rosso indicano area dove la percentuale di voti per Bersani ha superato quella per Berlusconi. Le zone in blu l'opposto. Fonte: Centro Italiano Studi Elettorali


mercoledì 27 febbraio 2013

7% dei voti sprecati alla camera, 9% al senato

26 Partiti che si sono presentati alle elezioni per la camera senza ottenere nessun deputato, sprecando un totale di 2 milioni e mezzo di voti, pari a circa il 7% dei voti.

Al Senato la situazione e' perfino peggiore con 51 partiti senza senatori eletti per un totale di oltre 2,8 milioni di voti pari a 9%.

I voti persi diminuiscono marginalmente se si considerano i partiti che facevano parte delle alleanze, ma le cifre rimangono alte. Anche togliendo i membri delle alleanze quasi 2 milioni di voti (5%) sono andati sprecati alla camera e oltre 1.6 milioni di voti (5%) hanno fatto la stessa fine al senato.

Perche' partiti come "Viva l'Italia", per citarne uno tra  tanti, che ha raccolto meno di 5 mila voti devono esistere?


martedì 26 febbraio 2013

Gli Italiani all'estero preferiscono Monti

Monti non e' popolare con gli Italiani nel bel paese ma per quelli all'estero si. Monti ha raggiunto oltre il 27 per cento dei quasi 3,5 milioni di elettori all'estero contro meno di uno si dieci in Italia.
Grillo al contrario non convince gli Italiani all'estero.
Berlusconi ha un misterioso successo con gli Italiani indipendentemente dal loro paese di residenza


2013-2008 risultati elettorali a confronto

Il primo partito Italiano non esisteva 5 anni fa, cosi' come il movemnto di Monti.
La sinistra perde posizioni e Berlusconi mantiene un elettorato di oltre il 21% alla camera.

venerdì 8 febbraio 2013

"E' il meno peggio" e "vuole cambiare le cose" sono le principali motivazioni per la scelta del partito

Fonte: Swg/ Linkiesta
http://www.linkiesta.it/scelta-voto-grillo

Solo una minoranza scelgono il partito perche' ne condividono le idee, particolarmente tra i "grillini". Le motivazioni piu' diffuse sono voler cambiare le cose (tra i grillini), essere meno peggio delle alternative ( specialmente nella sinistra) ed essere attenti al territorio (per la lega nord). I Berlusconiani risultano quelli che scelgono i partito maggiormente per le idee

giovedì 7 febbraio 2013

Le tasse in Italia sono aumentate dal 2001, contrariamente alle promesse di Berlusconi


Berlusconi, the billionaire former Italian prime minister pledged to reimburse Italians €4bn for an unpopular property tax. This is probably the first time he has promised to give money back, but it is definitely not the first time he has pledged to cut taxes.
Berlusconi lavished promises of tax cuts periodically throughout the past decade, but he failed to translate them into reality, even when he was in power from 2001 to 2006 and again from 2008 to the end of 2011.
In fact, according to the OECD the average income tax rate increased in Italy across all types of households, whereas it was reduced in most other OECD countries.
For a single person earning an average salary, the Italian income tax rate is 21 per cent compared with 15 per cent of the OECD average. For a couple with one earner at an average salary Italians pay 15 per cent of their labour costs, compared with 9 per cent of the OECD average. And similar differences can be observed across all types of households.
But Italy also had a higher and generally rising tax wedge rate, which is personal income tax in addition to the social security contribution and payroll taxes less cash transfers. Countering the declining rates in the OECD countries, single taxpayers with high income, and one-earner and two-earner couples with children faced the third highest tax burden among the OECD in 2011. Italian single taxpayers with average or high earnings took home about half of what they cost to their employer.
But tax rises did not stop at income. Consumption has been taxed at a rising rate and the average VAT now stands at 21 per cent compared with more than 18 per cent in the OECD.
The only area in which Italian tax rates reduced over the past nearly two decades is corporate taxes. In 1994, when Berlusconi became prime minister for the first time and stayed in power for a few months, Italy had the highest corporate income tax rate across all the OECD countries, more than 53.2 per cent. But the corporate rate was drastically reduced to 37 per cent in 1997, when the centre-leftwing leader Romano Prodi was in power. After that, Italy continued to take part in a race to reduce corporate taxes to attract businesses. But that gave little benefit to the tax burdened citizens.
Italians face among the highest tax burdens in the OECD countries combined with high energy prices and public services. It’s little surprise that promises to alleviate the amount of money taken from Italians for public services that are not always provided have a strong appeal to the electorate. But Berlusconi has failed to keep his tax promises so far, and there are no reasons to think it will be different this time.